Tuber borchii

Tuber borchii

Nome: dal cognome del conte De Borc cui il Vittadini (1831) dedicò questa specie.

Nomi volgari: tartufo bianchetto o marzuolo.

Periodo di raccolta (L.R. nr. 23 del Friuli-Venezia Giulia) dal 15 gennaio al 30 aprile.

ASCOCARPO – in genere rotondo o lobato-gibboso; solitamente di piccole dimensioni. In suoli a tessitura sciolta e nei coltivi può raggiungere anche i 5-10 cm di diametro.

PERIDIO – fortemente pubescente negli esemplari immaturi, poi liscio di colore molto variabile dal biancastro ocraceo (per cui può essere confuso con quello Tuber magnatum) al bruno rossastro, confrequenti maculature rossastro-ruggini.

GLEBA – inizialmente biancastra, vira con la maturazione diventando rosso-bruna, a volte con sfumature violacee; venature piuttosto larghe, ramificate e nette, biancastre e tendenti ad imbrunire all’aria e con la maturazione.

PROFUMO – decisamente agliaceo e penetrante (forte odore di acetilene).

SAPORE – gradevole e profumato, agliaceo, intenso e persistente.

ASCHI - globosi, sub-clavati, per lo più sessili o subpeduncolati, di 70-80 x 50-68 µm e contenenti da 1 a 4 spore.

SPORE – giallo-brune, ellissoidali o subglobose, con ornamentazine reticolato-alveolata regolare, dimensioni 24-32 x 30-45 µm.

HABITAT – Preferisce terreni sciolti e sabbiosi pur adattandosi anche ad ambienti più difficili. Fruttifica in particolare nelle pinete litoranee (pino marittimo,domestico e d’Aleppo) ed in quelle collinari (pino nero e laricio). Si trova pure nei boshi di latifoglie pure o miste come i querceti di roverella e cerro dei versanti ben esposti. Matura da dicembre ad aprile, ma il periodo migliore per gustarne appieno le qualità organolettiche è febbraio marzo.