Conferenza su “Pericolo Zecche”

Sabato 12 gennaio si è svolta la penultima giornata del corso con la conferenza dal titolo “Pericolo zecche” presentata dal dott. Claudio Angelini, medico veterinario e micologo attivo presso il Dipartimento di Prevenzione AAS 5 di Pordenone.
Le zecche che pungono l’uomo, tiene a precisare Angelini, sono diverse da quelle che si trovano sui cani o sulle “demonizzate” pecore. Infatti di questi aracnidi (hanno 8 zampe come i ragni) ne esistono di varie specie ma quelle che interessano l’uomo si chiamano Ixodes Ricinus. Gli ambienti di sviluppo di quest’ultima sono i climi temperati, umidi, dei boschi e delle radure e solitamente vanno a posizionarsi sulla parte apicale dell’erba alta per aver maggiore possibilità di aggrapparsi all’ospite da parassitare.
Le zecche necessitano di un pasto di sangue solo in particolari momenti della loro esistenza ossia per la muta da uno stadio all’altro e per la riproduzione.
Una volta raggiunto l’uomo la zecca attende che sia a riposo (l’attesa può durare anche un giorno) per poter raggiungere un’area cutanea esposta, particolarmente adatte sono collo, dietro l’orecchio, dietro il ginocchio, inguine, ascella, e quindi pungere per ancorarsi. A quel punto incomincia a suggere sangue finché è sazia; può rimanere attaccata anche due/tre giorni per poi lasciarsi cadere sul terreno.
Sfortunatamente esse sono veicoli principalmente di 2 malattie da non sottovalutare:
Borelliosi di Lyme e Tick Borne Encephalitis (TBE).
La borelliosi di Lyme o Morbo di Lyme è una malattia di origine batterica che colpisce la pelle e le articolazioni e se non viene curata in tempo assume decorso cronico. Si manifesta con un tipico arrossamento della pelle detto “eritema migrante” che compare dopo 4-60 giorni dal morso. Se non viene curata entro un’anno dall’infezione la malattia evolve al secondo stadio che può coinvolgere le articolazioni, il sistema nervoso e altri organi interni. Se lasciata progredire l’infezione cronicizza e dopo un periodo di anni può determinare esiti permanenti. La terapia se affrontata tempestivamente, tramite comuni antibiotici, è garanzia di completa e definitiva guarigione.
La TBE è invece una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale. Nella maggioranza dei casi l’infezione resta silente e solo in 1/3 dei casi si sviluppa nel suo decorso tipico. Prima fase 2-10gg sintomi simil-infuenzali; periodo asintomatico 8gg; seconda fase 20-30% dei casi coinvolgimento del sistema nervoso centrale con menegite, encefalite, paralisi; sequele nel 10% dei casi; letalità nel 0,5-2%.
Non esiste alcuna terapia specifica, ma solo di supporto. Fortunatamente esiste un vaccino efficace e ben tollerato che la regione FVG somministra gratuitamente.
Importantissimo secondo il relatore è quindi il vaccino, per le persone a rischio, che scongiura la possibilità di contrarre la TBE ma altrettanta importanza deve essere riservata alla prevenzione per evitare di incappare nella borelliosi.
A tal proposito si consiglia:
- Vestiario adeguato che copra tutte le parti esposte
- Evitare di sedersi sull’erba
- Repellenti per insetti (DEET sulla pelle scoperta e permetrina sugli abiti)
- Percorrere sentieri ben battuti, evitando luoghi con erbe alte
- Al ritorno: ricambio e ispezione vestiario; doccia; ispezione pelle ricercando eventuali zecche; ispezione
degli animali
La rimozione della zecca va effettuata con idonee pinzette, prendendo con le punte la parte basale della zecca vicino alla pelle, serrando con forza e staccandola con una leggera trazione.
Ringraziamo il dott. Angelini per l’intervento molto competente, esaustivo e a tratti intervallato da esempi esilaranti che hanno mantenuto altissima l’attenzione del pubblico e ricordiamo che sabato 26 gennaio vi aspettiamo per l’ultima conferenza dal titolo “Cani da Tartufo” a cura del dott. Lorenzo Tanzi.

Il segretario
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