È ARRIVATO IL MOMENTO DEL TARTUFO FRIULANO.

Cane

Con il mese di ottobre si apre la stagione del Tartufo Friulano (Tuber Mesentericum).
Quest’anno l’andamento stagionale sarà un’incognita, considerato che la trascorsa estate è stata molto calda e arida di precipitazioni, nonostante la presenza, in alcune zone collinari e montane, di qualche temporale.
Inoltre la raccolta del Tartufo estivo (Tuber aestivum) è stata scarsa, molto probabilmente anche perché la produzione (almeno nel centro Italia) è iniziata molto precocemente (marzo/aprile) e perché il trascorso inverno è stato abbastanza mite. Questi fattori potrebbero rivelarsi un importante segnale sull’andamento stagionale anche per quanto riguarda il nostro Tartufo.
Tornando al Tartufo friulano, da una prima ricognizione effettuata nel mese di settembre, abbiamo potuto individuare qualche carpoforo superficiale, anche se gli stessi si presentano poco sviluppati e un po’ essiccati.

tartufi
Logicamente si tratta di carpofori assolutamente crudi e che non emanano alcun profumo: di conseguenza, non vanno assolutamente raccolti come peraltro prescritto dalla normativa regionale.
Un altro aspetto molto importante da tenere in considerazione è che questi primi tartufi, altresì detti “fioroni”, sono carichi di spore: se, quindi, vengono lasciati sul luogo di ritrovamento i fioroni danno un enorme contributo alla tartufaia, da un lato arricchendo il terreno e, dall’altro, dando la possibilità alle creature che vi si nutrono, di trasportare questo prezioso carico in altre zone ove probabilmente daranno vita ad una nuova micorizzazione con altre piante simbionti.
Questa regola vale per tutti i tartufi: basti pensare che l’unico modo che questi hanno per perpetrare la specie è, appunto, quello di essere nutrimento per animali e insetti del bosco, che cospargono il terreno con le proprie deiezioni, le quali, considerato che le spore non vengono digerite dagli animali, arricchiscono così il terreno.
Infine, quanto alle aree regionali potenzialmente produttive, queste vanno dall’inizio della fascia pedemontana fino ad un’altezza di circa 1.000-1.200 metri. In Regione, inoltre, la pianta simbionte per eccellenza è il Nocciolo,nocciolo
seguito dal Carpino,

carpino
dal Pino Nero e dal Faggio.
Il terreno potenzialmente produttivo si caratterizza per essere formato da una buona lettiera di fogliame in decomposizione, terra di colore bruno/nerastro con una buona percentuale di scheletro a grana fine da 1 a 5 millimetri composta principalmente di carbonato di calcio.
Questa situazione si presenta solitamente in quelle aree che sono state per anni dei “coltivi” o “prativi” e che, all’atto del loro abbandono, sono stati colonizzati dal nocciolo. Ci sono anche situazioni in cui la cosiddetta “pastura” o tartufaia naturale si presenta in terreni ricchi di scheletro anche di grosse dimensioni. In questo caso solitamente la pianta simbionte è il Carpino.

CONSIGLI E ACCORTEZZE PER CHI FREQUENTA I BOSCHI DELLA NOSTRA REGIONE.
In questo periodo dell’anno si riapre anche la stagione venatoria. Come noto a tutti coloro che frequentano i boschi e le vallate della nostra regione, bisogna fare attenzione ed essere accorti al fine di evitare inutili rischi. Bisognerà, ad esempio, indossare indumenti ad alta visibilità (non solo noi, ma anche il nostro cane); segnalare la nostra presenza (se possibile), etc.
Ma soprattutto bisognerà porre grande attenzione nel prevenire spiacevoli incontri con la famigerata zecca. Questo piccolo insetto potrebbe, infatti, divenire molto pericoloso per la nostra salute (vedasi altro articolo presente sul nostro sito).
In questo caso i consigli da adottare posso essere questi:
indossare pantaloni lunghi e camicie o maglie a maniche lunghe;
usare un paio di guanti, ad esempio quelli da giardinaggio;
usare dei repellenti da spruzzare sia sulla pelle (gambe, braccia e collo), sia un po’ anche sugli indumenti;
dopo ogni uscita controllarsi bene, specialmente nelle zone più delicate (inguine, ascelle, testa).
in caso di presenza sul nostro corpo di una zecca, bisognerà recarsi al Pronto Soccorso per l’estrazione e la profilassi necessaria.
Questo insetto non deve assolutamente essere sottovalutato!

Per concludere questo breve articolo informativo, mi preme ricordare che la ricerca e la raccolta del tartufo nella nostra regione, ma anche in tutta Italia, è regolamentata con un’apposita normativa che deve essere rispettata. In difetto, sono previste sanzioni di natura amministrativa e penale.
Non dimentichiamo, inoltre, che SENZA AMBIENTE NON C’E’ TARTUFO: ciò significa che è nostro dovere rispettare il bosco e tutte le creature che ci dimorano.
Infine, non può mancare un accenno sui nostri amici di ricerca, i nostri amati cani: rispettiamoli, curiamoli ed amiamoli; loro ci danno tanto e chiedono solo affetto e cura.

P.S.: per coloro che frequentano, come me, anche altre regioni, il mio consiglio è quello di informarsi sulla normativa vigente in quella realtà e di fare molta attenzione alle esche avvelenate, che ogni anno mietono decine di cani, vittime innocenti che hanno l’unica “colpa” di essere stati addestrati per la ricerca del Tartufo, ignari della cattiveria e dell’avidità di alcuni “esseri” umani.

Piccola nota di servizio, ma molto importante, per tutti i tartufai della nostra Associazione e non solo;
Se nel corso delle vostre uscite vi dovreste trovare in qualche situazione particolare, tipo il rinvenimento di bocconi, esche eccetera, oppure la presenza di persone che effettuano la raccolta di Tartufi in maniera non regolare ( senza cane, con rastrelli eccetera), queste vanno segnalate a me o al Presidente anche comunicando eventuali nominativi e/o targhe auto. Inoltre per quanto riguarda i bocconi o presunte esche, queste dovranno essere raccolte senza toccarle con le mani e inserite in un sacchettino tipo congelatore e consegnato nel piu’ breve tempo possibile al piu’ vicino Comando della Guardia Forestale per i dovuti accertamenti, non dimenticando di informarci.
Questo per tutelare chi rispetta le regole e anche per tutelare i nostri amici e compagni di ricerca a quattro zampe.

Augurando a tutti i nostri soci una stagione ricca di soddisfazioni e tartufi, nonché sperando di non essere stato noioso, porgo i miei saluti.

Il Segretario dell’Associazione Tartufai del Friuli Venezia Giulia
Emanuele Baratto

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